domenica 17 luglio 2016

CNI 61 - Riflessioni a bocce ferme in 3 puntate - 3/3 - "E io sarò in campo....."

Adesso ci prendiamo una pausa e a Settembre riprendiamo con i grandi temi per la difesa della professione. Abbiamo anticipato il Congresso a Giugno per una serie di motivi, alcuni palesi e noti a tutti. Rientrati dalle ferie inizierà di fatto una lunga stagione elettorale, partendo dal rinnovo del CNI per giungere alla prossima estate al rinnovo dei consigli provinciali (e non dobbiamo dimenticare gli appuntamenti elettorali politici locali e referendari).
Dubito che questa stagione sarà "serena" o direi meglio "semplice", visto la concomitanza di circostanze rare tra le quali la volontà dichiarata di mettere mano internamente alla riforma territoriale degli Ordini (prima che ci pensi qualche altro e come al solito faccia danno) riducendo i consigli attraverso accorpamenti, da più di cento a soli venti. Tale evento non sarà di certo indolore.
La seconda circostanza sulla quale riflettere è data dalla scadenza dei tre mandati consecutivi, da quando questi sono stati normati, che porterà storici presidenti (e consiglieri) locali a dover dopo decenni lasciare il passo nei consigli. Molti di costoro essendo state figure importanti non solo territorialmente ambiranno a ricoprire altri ruoli, tra fondazioni, centri studi, comitati e perchè no anche lo scranno nel CNI. Oggi il Consiglio Nazionale è diventato una meta ambita a differenza del passato e per ovvie ragioni. 
A Palermo questo passaggio storico è di fatto già avvenuto e si è sviluppato nella ricerca affrontata più volte (addirittura quattro in tre mandati), di un presidente nuova guida e se non cambieranno le regole, volenti o nolenti, addirittura l'elettorato dovrà esprimersi nell'elezione di un nuovo consiglio che dovrà scegliere un quinto presidente. 
Mi direte, cosa c'entra ciò con la professione? Sono gli “esseri umani ingegneri” che costituiscono  l'ordine e l'ambizione è da sempre una "debolezza" del genere umano e non si sopisce con l'età, ma state tranquilli, non avremo almeno per la prossima tornata un vero e proprio conflitto generazionale. Si è discusso che una “velata ambizione” potesse essere anche quella di intestarsi l'organizzazione di un congresso nazionale, se così fosse in ciò non può che esserci da parte mia un personale augurio di riuscita, anche se la recente storia in questo caso è piena di ambizioni tradite e ambizioni ripagate, è la "trinacria" è difficile da compattare. Si fanno molti nomi da tempo, filtrano indiscrezioni, ma le volate lunghe, ci insegna il ciclismo, se non sei Fausto Coppi difficilmente si realizzano e personalmente non vedo nessun "uomo in fuga nella nebbia con la maglia bianco-celeste",
Quindi suppongo che non sarà un anno molto fertile di risultati per la professione se i propri colonnelli saranno impegnati a preparare la "guerra" interna. .......

Una cosa è certa, a differenza di quanto si sia pensato o abbia dato modo d’intendere, io sarò in campo!

venerdì 15 luglio 2016

CNI 61 - Riflessioni a bocce ferme in 3 puntate - 2/3 - "Dipendenti e voglia di sentirsi a casa."

Nei rapporti con la committenza pubblica abbiamo affrontato battaglie contro il nefando "2%" causa dell'impoverimento della categoria e mentre sparavamo sulla zanzara con il bazooka le banche costituivano al loro interno società d'ingegneria in grado di offrire la professionalità nella progettazione e soprattutto i capitali.
Come ho avuto modo di ripetere al Presidente Zambrano anche a Palermo, la categoria dei professionisti dipendenti tiene di più al riconoscimento di un ruolo tecnico che non a far finta di fare concorrenza nella progettazione alle realtà professionali esterne vocate a questo. Alla sua osservazione "non ci sono i denari" ho manifestato perplessità dimostrando che non è di grandi cifre che parliamo se paragonate al 2%, ma che trattavasi di far passare il principio, così come accade da anni per medici e avvocati. Mi è stato richiesto un appunto su ciò, forse lo stesso che da più di venti anni circola in parlamento a futura memoria di come la nostra professione nelle stanze dove si fanno le leggi, sia perdente. Riceverà comunque quest'appunto, vista la stima che ho per lui e per il grande impegno sui molteplici fronti dedicato.
Resta l'amarezza ancora una volta di non aver trovato sui temi discussi e nella mozione finale il giusto spazio per la categoria dei professionisti dipendenti che retribuiti con importi pari alla soglia di povertà, sono tecnici a tutti gli effetti con pari responsabilità civili e penali dei loro colleghi "liberi".
Se guadagnare quanto un semplice dignitoso usciere avendo di contro grandi responsabilità, rappresenta agli occhi di qualche collega un privilegio, questo ci fa comprendere di quanta stima noi stessi oggi abbiamo per il nostro titolo di studi.
Ai presidenti siano oggi 120 o 20 un domani, dico soltanto, date giustamente attenzione alle nuove peculiarità e professionalità del nostro titolo, date spazio ai giovani, al terzo settore e alle nuove lauree, ma non chiudete la porta come spesso accade, ai colleghi professionisti dipendenti, siano essi pubblici che privati i quali allo stato attuale si chiedono sempre di più, perchè dovrebbero rimanere iscritti nei nostri albi visto anche l'atteggiamento di chi si è convinto che un ordine di soli liberi professionisti sarebbe un ordine più funzionale?

Un ordine che si sfalda, non potrà sostenersi oltre modo economicamente con le sole quote degli iscritti (o con i diritti di segreteria della formazione obbligatoria), un ordine che non affronta seriamente il problema di come fornire una formazione obbligatoria anche a chi non è padrone del proprio tempo, un ordine che vede l'ingegnere professionista dipendente pubblico soltanto come una controparte assimilandolo esemplificativamente alla "amministrazione" accelera una mia grande paura, la presa di coscienza che questa possa non esser più in futuro, la "nostra casa" e che una iscrizione da parte dei professionisti dipendenti ai nostri ordini rimanga soltanto come motivazione affettiva, quanto meno per aver avuto come primo Presidente dell'Ordine di Palermo un certo Giovan Battista Filippo Basile anche professore universitario di architettura decorativa ecomposizione e perchè no, anche capo dell'uffico edile del Comune di Palermo. Anche allora tante invidie, meno incompatibilità e schede di "autorità", ma maggior genio nelle opere oggi definibili "d'arte". (Fine 2°parte)

giovedì 14 luglio 2016

CNI 61 - Riflessioni a bocce ferme in 3 puntate - 1/3

Ma facendo un passo indietro, cosa ne è emerso da questo 61° congresso?  
Prima considerazione che questo ennesimo codice dei ll.pp. non soddisfa nessuno, visti i mezzi risultati ottenuti, viste le aspettative deluse. Il risveglio d'interesse per una battaglia per il ripristino dei minimi tariffari è stato subito mortificato che fine ha fatto? L'abolizione della tanto temuta concorrenza di "Fantozzi" con il 2% è stata parzialmente delusa, poichè questo rimane nella norma, a meno della facoltà di progettare con corresponsione dell'incentivazione ...... la pericolosa progettazione interna a titolo gratuito continuerà ad essere estorta ai professionisti dipendenti. 
Queste linee guida dell'Autorità di Vigilanza sono all'altezza dei regolamenti d'attuazione storici? 
E' la corruzione l'unico vero cancro delle istituzioni o lo è la necessità di semplificazione e applicazione delle norme? Avere avuto per 130 anni un Regio Decreto e nei recenti 20 anni aver cambiato lo stesso codice più volte non è buon segno, anzi sembra dar ragione a Publio Cornelio Tacito che diceva che "più uno stato è corrotto, più fa leggi"?
Personalmente penso che oggi gli ingegneri si dividono tra coloro che lavorano e coloro che non lavorano o stentano e lavorare non significa guadagnare e guadagnare non significa farlo con un certo decoro per la professione. Sono finiti i tempi in cui si faceva la distinzione tra professionisti liberi e i dipendenti, i professori e quant'altro nella galassia ingegneristica.
Anche sul concetto di libera professione farei un distinguo. Oggi vengono intesi liberi professionisti tutti coloro che si iscrivono all'albo e non hanno un impiego, quindi non solo i giovani che fanno prestazioni occasionali ma anche il popolo delle partite IVA che non sono strutturati per l'esercizio di una professione libera, costoro non possono essere competitivi con i colossi economici raffigurati dalle società d'ingegneria e a maggior ragione se i confini vengono estesi almeno al campo comunitario.
L'acquisizione d'incarichi fiduciari al tempo governata dalla grande presenza della politica nei lavori pubblici creava quelle grandi strutture libero-professionali, da allora una normativa rivoluzionata (e in Sicilia ancor di più prima dei definitivi recepimenti), la regolamentazione della progettazione esecutiva di “merloniana introduzione”, l'effetto Bersani e ancor prima di Bassanini hanno di fatto distrutto tali impostazioni lavorative.
Oggi chi fa realmente libera professione, deve confrontarsi con la committenza privata e con la giungla di incertezze che essa comporta. Credo che lavorare per la committenza privata dia la vera essenza oggi della libera professione, scevra da corsie preferenziali politiche e soprattutto volta alla ricerca della libera concorrenza e della qualità della prestazione, ancor prima di qualunque "certificazione".
Oggi, invece di porre al centro della questione il perchè non c'è più lavoro e il perchè quel poco che riesce a trovarsi è pagato male a volte anche in maniera mortificante, ci siamo lasciati ingabbiare in una serie di autoregolamentazioni così facendo, in questa trasformazione orrenda da portatori di prestazioni intellettuale a "piccole e medie imprese" (così come con successo qualcuno in apertura del 61° CNI ha sbandierato) abbiamo trascurato di regolamentare quelli che sono i rapporti con la committenza, specialmente quella privata, finalizzati alla certezza della remunerazione della prestazione e al rispetto della nostra professionalità.
Nessuno ha mai messo in discussione un onorario di un medico, noi abbiamo affrontato una concorrenza interna con ribassi a dir poco osceni. (Fine 1°parte)

domenica 19 giugno 2016

"BENVENUTI AL 61° CONGRESSO NAZIONALE INGEGNERI A PALERMO"



Saluto personalizzato del Presidente della Consulta degli Ordini Ingegneri di Sicilia, l'amico Ing. Giuseppe Margiotta uomo di scienze e di cultura che ha voluto dare un segno dell'accoglienza e della sicilianitudine ai nostri colleghi provenienti da tutta Italia. Ho assistito al suo intervento al Teatro Massimo e devo dire mi ha riempito d'orgoglio e per questo mi permetto di riportare quanto da lui pubblicato ne sito istituzionale.

"Se dipendesse da me inizierei il Congresso Nazionale con l'intermezzo della "Cavalleria Rusticana" di Mascagni, resa immortale da tanti film e dunque giusto contrappasso alla Traviata con cui il presidente Ceola ci ha magnificamente accolti a Venezia l'anno scorso.

Senza fare torto al nostro conterraneo Vincenzo Bellini, la Cavalleria Rusticana è forse l'opera più "siciliana" del panorama operistico, basata com'è sulla omonima novella di Giovanni Verga, e in maniera più leale e romantica di quanto la storia e la cronaca hanno ormai sancito in maniera in delebile, aggiunge il rosso scarlatto e sanguigno quale quinto elemento a questa isola, dove i quattro elementi tradizionali sono sempre in movimento, dalla terra all'acqua, dal fuoco, all'aria. Elementi che, spesso mischiandosi, rendono unica e "terribile" questa terra. Lascio a ciascuno di voi le immagini dell'Etna (il fuoco e la terra in eterno reciproco moto), dell'aria arroventata e del fuoco di questi giorni, delle acque del Mediterraneo anche metaforicamente in drammatico perenne movimento.

La Sicilia non è solo la più grande isola del Mediterraneo ma è al tempo stesso "nazione": grande quasi quanto il Belgio, è ben più estesa di Israele, di cui ha quasi gli stessi abitanti e certo una sorte simile quanto a diaspora, sparpagliati come siamo in tutti gli angoli della terra.

Quello che altrove è Consiglio Regionale, da noi è il più antico parlamento con poteri deliberativi al mondo, privilegio spesso reso dannoso da una malcelata eredità bizantina, guidato da uno statuto regionale che ha preceduto la nostra stessa Costituzione e persino il referendum istituzionale della Repubblica, rendendoci dunque "speciali" e vagamente indipendentisti.

I quattro elementi amplificano anche le contraddizioni di questa terra, pronta da oltre un secolo ad attraccare sul "continente" con un'opera di ingegneria che è al tempo stesso una sfida ardita e una maledizione incomprensibile; come lo sono le non-scelte nel campo dei rifiuti (e anche lì siamo pronti da anni), o nel campo delle strade, dove la nostra saggezza ed esperienza di ingegneri è stata spesso e da ultimo mortificata dalla supponenza altrui.

La Sicilia è stata spesso laboratorio di esperimenti (oltre che politici) industriali e imprenditoriali di grande impatto fisico e sociale ma di dubbio esito ambientale e strutturale.

Ma dove la nostra razionalità grida vendetta e ne facciamo ennesimo appello da questo scanno, è che, anche dopo il terremoto dell'Emilia e i micro sismi che continuano a ripetersi proprio in quelle zone, all'incrocio delle tre valli, teatro di tre fra i più grandi disastrosi eventi sismici di tutti i tempi (Val di Noto 1693, Messina 1908 e Belice 1968) vi sia ancora un fazzoletto di terra fra le province di Enna e Caltanissetta considerata a bassa sismicità!

A consolarci e guidarci nella comprensione di questa eterna esperienza labirintica c'è la più folta schiera di scrittori del Novecento italiano che si possa vantare: da Pirandello a Brancati, da Tomasi di Lampedusa a Vittorini, da Bufalino a Consolo, da Sciascia a Dacia Maraini, fino al vero e proprio fenomeno Camilleri e tanti altri cd "minori", tali spesso solo per ventura o accidente.

La Sicilia è tutto questo e altro ancora: è storia, è bellezza, per gli stranieri è spesso, e solo in parte a torto, la quintessenza dell'Italia stessa. Ed è in terra di Sicilia, dunque, che accolgo gli Ingegneri d'Italia, onorato di rappresentare la Consulta Regionale che dal 1971 raccoglie formalmente i nove Ordini isolani, che anch'essi vi accolgono con un benvenuto ed l'augurio di un buon lavoro.

Giuseppe Maria Margiotta" (http://www.consultaingegnerisicilia.it/editoriale.php?id=1299)

venerdì 8 aprile 2016

Il Codice degli Appalti bocciato dal Consiglio di Stato.

Il Codice degli Appalti bocciato dal Consiglio di Stato. Mi sono espresso più volte e anche pubblicamente intervenendo in incontri che trattano la storia della ns normativa sui LL.PP.
Oggi dico in più davanti a questo ennesimo episodio che quanto accaduto evidenzia la pochezza di chi scrive le norme, poichè spesso non vive professionalmente gli argomenti che ambisce regolamentare. 
In più e ciò e più grave, un fallimento da parte delle organizzazioni di settore (ingessate nell'eccessiva burocratizzazione produttrice di sanzioni e poltrone) che ormai si limitano a pubblicare e retwittare gli esiti di tali insuccessi, non avendo più alcuna influenza (neanche consultiva sembrerebbe) nei confronti di scrive le leggi e le regole della nostra professione.

venerdì 1 aprile 2016

Legge sulle Professioni Tecniche

Legge sulle Professioni tecniche: suddivise le competenze, stop alle sovrapposizioni, Ok alle tariffe. "Tutti i professionisti tecnici dipendenti nella PA che si occupano di progettazione, direzione lavori, collaudo dovranno essere iscritti all’ordine." 
Bene, è da tempo che parlo di "Professionisti Dipendenti", ma è arrivato il momento di fare l'ultimo sforzo e introdurre il "Ruolo Tecnico" nella pubblica amministrazione. 
Pur essendo la maggioranza degli iscritti negli ordini, siamo fuori da qualunque logica decisionale (visti i retaggi di chi considera la libera professione al centro del ruolo dell'ingegnere). 
Un iscrizione obbligatoria, non accompagnata da un impegno sui temi della professione sotto rapporto di dipendenza, la vedo soltanto come una azione vessatoria per garantirsi la sopravvivenza attraverso gli introiti delle iscrizioni agli ordini e alle iniziative formative per il riconoscimento dei cfp, unica fonte (scomparse le parcelle) di sostentamento dell'istituzione ordine. 
1/04/16 - Presentato un progetto di legge per il riordinamento delle professioni tecniche, che tenga conto della Direttiva UE in materia di Professioni Regolamentate, e del Jobs Act in discussione alle camere. 
Ecco la sintesi delle novità più importanti: 
Professionisti non laureati: (Geometri, Periti) la competenza esclusiva sulla normativa amministrativa (pratiche edili, catasto, urbanistica, …). 
Professionisti con laurea triennale: non potranno più operare come liberi professionisti, mentre sarà favorito il loro inquadramento nell’ambito dei lavoratori dipendenti, per favorirne il riconoscimento e la valorizzazione. 
In ambito edile e civile la Progettazione e la Direzione Lavori - ristrutturazione e nuovi lavori - dovranno prevedere sempre la presenza di due figure che avranno delle competenze esclusive: ingegnere: per la parte energia (quindi anche efficientemente energetico), strutturale, impiantistica e geotecnica -architetto: rilievo, progettazione architettonica. 
La figura del responsabile di cantiere sarò riservata ai geometri con almeno 10 anni di attività (albo speciale). 
Agli agronomi l’esclusiva sulla paesaggistica.

martedì 9 febbraio 2016

Da questa sera non sono più Vicepresidente ....

Avevo il piacere di anticiparlo personalmente.
Da questa sera, di fatto, non sono più Vicepresidente dell'Ordine degli Ingegneri di Palermo. Votando all'unanimità il nuovo regolamento interno (la prima parte) abbiamo di fatto cancellato la carica di secondo Vicepresidente, ritornando a quanto stabilito dal regio decreto che prevedeva ove voluto la presenza di un Vicepresidente soltanto identificato nel consigliere più anziano.
E' stato un onore anche questa seconda volta.

sabato 23 gennaio 2016

http://www.lavoripubblici.it/news/2015/11/ANTINCENDIO/Prevenzione-Incendi-da-oggi-in-vigore-il-nuovo-Regolamento_16102.html

"Entra ufficialmente in vigore oggi il nuovo Regolamento di Prevenzione Incendi di cui al Decreto del Ministro dell'Interno 3 agosto 2015 recante "Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139" (G.U. 20/08/2015, n. 192 - Suppl. Ordinario n. 51).
Il nuovo Regolamento di Prevenzione Incendi è stato pubblicato per semplificare le procedure e assicurare tempi più rapidi per l'avvio delle attività produttive, senza ridurne nel contempo il livello di sicurezza. Non sono, però, mancate le critiche da parte degli operatori del settore. Ricordiamo, infatti, la presa di posizione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri che all'indomani della pubblicazione del Decreto ne ha criticato i contenuti. "Non è il testo che ci aspettavamo e che avevamo valutato in bozza nelle ultime versioni" aveva dichiarato l'ing. Gaetano Fede, consigliere e coordinatore del gruppo di lavoro "Sicurezza" del Consiglio nazionale degli ingegneri. "L'impianto delle Nuove norme tecniche - ha continuato l'ing. Fede - resta immutato, ma senza le Regole tecniche verticali risulta troppo emendato ed applicabile di fatto solo alle attività soggette non normate. La presenza anche di una sola Regola tecnica verticale - quella delle scuole, come si dava per scontato almeno fino al mese di luglio scorso - avrebbe permesso una migliore e più puntuale verifica dell'efficacia della nuova norma. Pertanto per i primi tempi, non sappiamo quanto lunghi, si tratterà di un'applicazione molto ridotta, e che resta comunque su base volontaria. Tutto ciò ovviamente riduce sensibilmente gli aspetti innovativi della nuova norma".
Ricordiamo che il nuovo decreto è composto da 5 articoli e un corposo allegato tecnico che ne costituisce il cuore:
art. 1 - Approvazione e modalità applicative delle norme tecniche di prevenzione incendi
art. 2 - Campo di applicazione
art. 3 - Impiego dei prodotti per uso antincendio
art. 4 - Monitoraggio
art. 5 - Disposizioni finali
allegato 1 - Norme di Prevenzione Incendi

In particolare, l'allegato 1 è strutturato in 4 sezioni distinte:
Sezione G - Generalità che definisce termini, definizioni e simboli grafici, le metodologie di progettazione della sicurezza antincendio e le soluzioni progettuali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi primari di prevenzione incendi. L'impostazione generale di questa sezione è basata sui seguenti principi:
generalità: stesse metodologie per tutte le attività semplicità: sono privilegiate le soluzioni semplici, realizzabili, comprensibili e con la più facile manutenzione modularità: scomposizione della materia in moduli che guidino il progettista alla composizione delle soluzioni appropriate flessibilità: ad ogni prestazione di sicurezza antincendio richiesta all'attività corrisponde sempre la proposta di molteplici soluzioni progettuali prescrittive o prestazionali. Sono inoltre definiti metodi riconosciuti affinché il progettista possa concepire autonomamente e dimostrare la validità della specifica soluzione progettuale alternativa, nel rispetto degli obiettivi di sicurezza antincendio standardizzazione e integrazione: conformità con gli standard internazionali inclusione: le diverse disabilità (es. motorie, sensoriali, cognitive,...), temporanee o permanenti, delle persone che frequentano le attività sono considerate parte integrante della progettazione della sicurezza antincendio contenuti basati sull'evidenza: il tutto è basato su ricerca, valutazione e uso sistematico dei risultati della ricerca scientifica nazionale e internazionale aggiornabilità: il documento è stato realizzato in modo da essere facilmente aggiornato in base allo sviluppo tecnologico e delle conoscenze Sezione S - Strategia antincendio: è il cuore delle norme tecniche di prevenzione incendi Sezione V - Regole tecniche verticali: reca le indicazioni di prevenzione incendi che si applicano alle aree a rischio specifico
Sezione M - Metodi: si definisce nel dettaglio la metodologia di progettazione dell'ingegneria delle sicurezza antincendio (o progettazione antincendio prestazionale). È suddiviso in altre 3 sezioni:
M1 - Metodologia per l'ingegneria della sicurezza antincendio
M2 - Scenari di incendio per la progettazione prestazionale
M3 - Salvaguardia della vita con la progettazione prestazionale"

(A cura di Redazione LavoriPubblici.it - http://www.lavoripubblici.it/news/2015/11/ANTINCENDIO/Prevenzione-Incendi-da-oggi-in-vigore-il-nuovo-Regolamento_16102.html)

mercoledì 9 settembre 2015

Formazione Permanente e Tecnici Dipendenti

Importante iniziative nell'ambito della collaborazione tra Ordini Professionali Tecnici e Pubblica Amministrazione. Questa volta è toccato al Comune di Palermo e agli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Palermo.
Per conto dell'Amm.ne si è fatto promotore l'Arch. Mario Li Castri​, neo Capo Area Infrastrutture del Comune di Palermo e supportato dalla disponibilità dei Consiglieri dell'Ordine degli Architetti Giuseppe Monteleone​, Salvatore Andò, Ornella Amara, Roberta Romeo e per l'Ordine degli Ingegneri n.q. di VicePresidente del sottoscritto Renzo Botindari (tutti tecnici dipendenti del Comune di Palermo).
I Presidenti dei due Ordini Arch. Miceli e Ing. Giovanni Margiotta​ hanno dato ampia disponibilità a mettere in piedi iniziative congiunte (sulla base di esperienze già fatte con altre amministrazioni) per co-organizzare iniziative formative dedicate ai tecnici dipendenti (in alcuni casi ove possibile aperte anche ai liberi professionisti) volte primariamente alla necessità di una formazione diventata obbligatoria per legge e in secondo luogo a una maggiore conoscenza dei procedimenti interni, con lo spirito di una proficua collaborazione per eventuali spazi di miglioramento.

Confortanti segnali per la creazione di un tavolo permanente che affronti la necessità di conciliare la richiesta di crediti formativi con una formazione dedicata all’interno degli orari di lavoro, ci si augura che una soluzione positiva di tale intento, apra la strada a successivi incontri e iniziative volte ad affrontare la tutela della dignità della professione tecnica svolta da dipendente.

Questa iniziativa segue le convenzioni fatte e in essere con altre Amministrazioni.

venerdì 21 agosto 2015

Procedono come da programma i lavori per A&V

scuola

Riportiamo il servizio di Sabrina Raccuglia per Tgs nella quale si fa il punto sui lavori per la dotazione di sistemi di antintrusione e videosorveglianza di 158 scuole palermitane e la realizzazione della rete radio per il controllo remoto da sala di controllo dedicata. Nel servizio una dichiarazione del sottoscritto R.U.P.

 

 

 

http://tgs.gds.it/2015/08/20/palermo-videosorveglianza-in-84-scuole_398208/#.VdZbnzlsNdg.gmail

martedì 21 luglio 2015

La Corazzata Potemkin ……

L'Ordine degli Ingegneri "boccia" il tram - Margiotta: «Obsoleto e dagli effetti nefasti» http://palermo.meridionews.it/articolo/35540/lordine-degli-ingegneri-boccia-il-tram-margiotta-obsoleto-e-dagli-effetti-nefasti/  (sito MeridioNews)
“Ma dite vero? Ma chi è questo signore che rilascia tali dichiarazioni?”
Questo il tono di una telefonata questa sera giuntami da un mio amico “giornalista” che ha condiviso con me anni di trasmissioni radiofoniche.
“Si mio caro, è il Ns. Presidente e da qualche tempo ha deciso di ridare all’Ordine il giusto ruolo nel dibattito provinciale, ai tecnici per tutto quanto di tecnico ci circonda.” La risposta dall’altro capo del telefono: “Interessante. Mi piace! ”
Certo per qualcuno era più comodo immaginarci nella fase di autodistruzione professionale, distratti dalla necessità di dotarci di “pos”, di raccogliere crediti formativi come le figurine panini o di piangerci addosso mentre eravamo intenti a partecipare a pseudo-bandi di gara per raccogliere elemosine.
Così facendo erano altri, spesso senza alcuna professionalità in merito a dover decidere le strategie di grandi opere che quasi mai giungevano a compimento.
Erano altri che studiavano il modo di renderci “trasparente” il lavoro inondandoci di schede e codici di estrazione anglosassone utili solo a creare ingorghi burocratici e dopo tutto ciò, accendendo i riflettori su di noi soltanto allo scoccar di qualche disgrazia.
Eppure anche noi sappiamo guardarci intorno perchè oltre a tecnici professionisti con le nostre competenze, siamo anche cittadini.
Comprendo che detta dall’uomo della strada tale affermazione è una opinione, ma se l’uomo della strada in quel momento è il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri, tale opinione pesa come un macigno e qualcuno deve riflettere, ancor prima di rispondere, senza prima quanto meno aver messo insieme almeno una cinquantina di anni di esperienza professionale!
Ecco perchè essere con la barba bianca a volte giova e ti può permettere di dire che “la corazzata Potemkin del momento ….. è una cagata pazzesca” (Fantozzi)

venerdì 17 luglio 2015

Riforma P.A.: dove è il “ruolo unico tecnico”?

Le Camere stanno per esitare la riforma della pubblica Amm.ne. Ci sono segnali di modernizzazione del concetto di P.A. ma purtroppo anche in questa occasione non troverà spazio l’annosa questione del ruolo unico tecnico.

Chi dovrebbe sponsorizzare una tale annosa questione che darebbe respiro e dignità a chi ormai giornalmente da anni vive responsabilità da Colonnelli con gradi e retribuzione da Generale? In passato medici ed avvocati certamente più presenti tra gli scranni parlamentari sono riusciti a farsi riconoscere uno ruolo unico che ne valorizzasse e distinguesse le peculiarità del loro impegno nei ruoli della P.A.

Si pensa sempre e solo alla dirigenza. Ci sarà un motivo?

http://www.camera.it/leg17/522?tema=delega_per_la_riforma_della_p_a___a_c__3098_#riforma_della_dirigenza

giovedì 16 luglio 2015

La bretella riuscirà a reggere questo “pantalone”?

https://youtu.be/pgozSR0BgzA

L’Ordine degli Ingegneri di Palermo, attraverso il suo Presidente aveva espresso il proprio parere, aveva messo a disposizione, su richiesta e a titolo gratuito le proprie competenze (interlocuzione consultiva) per giungere a una soluzione, sicura, rapida e che garantisse un buon rapporto nell’analisi costi benefici tenendo sempre presente uno dei ruoli fondamentali della così detta “regola d’arte”.

La partecipazione al dibattito sul tema in oggetto da parte dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo, era stato quanto mai prezioso e in piana cognizione, essendo quel tratto autostradale inserito nel territorio della provincia di Palermo e giornalmente arteria vitale lavorativa per tutti coloro che sono costretti a percorrerla per lavoro (oltre ovviamente per tutti i paesi e le realtà che attorno ad esso sorgono).

Per una volta personalmente avevo visto positività nell’aver non dico chiesto, ma tenuto in considerazione chi viveva il problema e soprattutto chi era competente in materia (non possiamo disconoscere la grande competenza in materia del Presidente e delle persone che a titolo meramente amichevole oltre che gratuito, lo hanno affiancato in questa vicenda).

Che dire? Grazie per la cortesia e la fiducia. Quello che doveva esser detto è stato detto e soprattutto ribadito. Adesso se il commissario, supportato nelle sue scelte da chi gli ha prospettato soluzioni diverse, più lunghe e forse più costose ha deciso altrimenti ne prendiamo atto.

Ultima triste considerazione. Ad esser Cassandra non si ha alcuna soddisfazione. I geotecnici e i geologi d’esperienza, sanno leggere a vista, ancor prima di aver effettuato le indagini di rito, quali evoluzioni dinamiche avranno certi contesti …… spesso le loro grida di allarme vengono sottovalutate, qualvolta c’è stato anche chi ha tacciato costoro di esser “menagramo” per poi dover chiedere scusa a “frittata fatta”, ma a quel punto …… poco importa!

giovedì 2 luglio 2015

E lo chiamammo “il Magnifico”

205325082-f0a78cad-e503-4f50-ba8c-ed539dae373bFabrizio Micari, il nostro Preside della “Facoltà d’Ingegneria” di Palermo (per me che nostalgico mi piace ancora chiamarla così) è il nuovo Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo.

L’Amico Fabrizio è stato eletto al primo turno con 1401 preferenze, rispetto all'avversario Vito Ferro (462). Sono stati 2.150 gli elettori che hanno votato pari al'84 per cento degli aventi diritti. L'insediamento è previsto il prossimo primo novembre 2015, dopo il decreto di nomina del ministro Giannini

Sono certo che saprà onorare al meglio il nuovo ruolo, così come ha saputo dar lustro e lavorare bene in questi anni da Preside.  Buon lavoro “Magnifico”, questi sono i miei auguri in qualità di ……

domenica 28 giugno 2015

Mi dia 90gr. di progetto! Sono 120g. , lascio?

a 226

Che pena! Fa tristezza leggere che gli Architetti e gli Avvocati sono tra i nuovi poveri. Che pena comprendere che gli Ingegneri lo erano già da prima. Che pena pensare che nella patria dell’intelletto le professioni intellettuali sono state messe al margine del processo decisionale e costruttivo del nostro paese.

Lo sospettavamo già dal 1994. Non avevamo bisogno di nuove leggi, ma di buone leggi e l’aver scimmiottato euro-codici non ci ha portato molto lontano, ma ci sta lentamente portando all’estinzione e purtroppo, mi dispiace dirlo, all’autoestinzione. Bastava modernizzare in alcuni passaggi un Regio Decreto o un Codice dell’era Fascista, con i quali le opere si facevano e stavano in piedi, anzi stanno in piedi. Provate a guardarvi intorno nelle vostre città o osservare sui marciapiedi i tombini dei vostri centri storici, provate a vedere tutte quelle opere che per l’anzianità di costruzione finiscono per essere attenzionate dalla S.S.B.B.C.C..

E’ dire che l’uomo è da sempre lo stesso. Vogliamo pensare che siano peggiorati gli ingegneri? Sono peggiorati i “maestri”? Oppure si è messo in secondo piano il concetto di “qualità della prestazione professionale?”.  Siamo stati attratti nella trappola delle liberalizzazioni delle tariffe senza farci trovare preparati con regole di autoregolamentazione. Il tecnico oggi si deve confrontare con il “massimo ribasso” senza limiti, senza che un mercato autoregolamentasse o fosse autoregolamentato su limiti di auto-decoro ancor prima che di sicurezza sulla entità e qualità della prestazione. Il massimo ribasso senza alcun controllo sull’anomalia dello stesso.

Non ci vuole una laurea in una qualunque disciplina per comprendere che se una cosa di base è stimata 100, se io la stessa la propongo 30, addirittura 20, c’è qualcosa che non “funziona” dietro a una prestazione così offerta. Tolto primariamente il dubbio che la proposta di base d’asta sia stata sovrastimata, chi opera ribassi di tale entità, non può offrire una proposta di qualità e completezza. Per proporre ciò sarà costretto a risparmiare o a non effettuare sotto-prestazioni propedeutiche, oltre a far sorgere il dubbio di utilizzo di collaborazioni “in nero” e di evasioni contributive. Chi vuole fare bene il proprio lavoro e a regola d’arte non può permettersi certi ribassi.

Di contro se giungono tali offerte è grazie al fatto che vi è una committenza privata pronta (soltanto nel caso di consulenze tecniche) ad ottenere la massima economicità, in alcuni casi anche a non pagare la prestazione richiesta, rinnegando addirittura l’incarico conferito. A costoro pronti a mettere mano al portafoglio per ingenti corrispettivi davanti ad un consulto medico (poichè il medico cura la nostra salute, mentre l’ingegnere o l’architetto …… ) chiedo: “Sareste disposti a farvi operare da un medico che usa bisturi di bassa qualità e non sterilizzati, di approssimata preparazione e collaborato nell’intervento dal custode del suo stabile intento a farsi “una così detta caviglia”? “Sareste disposti ad acquistare un’auto nuova ma assemblata risparmiando o omettendo alcuni pezzi e con due bulloni su quattro per ruota?”

Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma sono certo che sulla propria salute e sulla propria vita, non intende risparmiare. Quindi se a tutto ciò non subentrerà la consapevolezza che i tecnici nel realizzare la propria opera intervengono non soltanto nella qualità e la sicurezza della nostra vita, ma anche dei nostri cari, del nostro prossimo, attraverso la sostenibilità delle loro opere, non saremo in grado di restituire quel rispetto al titolo professionale distrutto negli ultimi anni da cattive politiche di “livellamento sociale e intellettuale” falsamente meritocratiche.

Abbiamo il diritto di chiedere la massima qualità delle prestazioni, ma la qualità si paga. Per far ciò bisogna effettuare un rigoroso controllo attraverso le istituzioni e gli Ordini per la cura degli aspetti deontologici e legali.

Stiamo quindi costruendo un percorso che attraverso la certificazione della qualità della prestazione giunga a stabilire soglie di ribasso ragionevoli, stiamo di contro tentando di promuovere dei criteri comuni che ridiano se non le tariffe anche per le prestazioni a privati, delle linee guida e criteri confrontabili che non si limitino a vincolare una prestazione soltanto al criterio del massimo ribasso, chiamatele offerte economicamente più vantaggiose, chiamatele in altro modo ma è una delle iniziative (oggi necessaria per tutte le professioni) finalizzata ad uscire fuori quella giungla nella quale si sta prospettando la nostra estinzione. 

martedì 12 maggio 2015

Eletto alla Vicepresidenza dell’Ordine

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Palermo 12 Maggio 2015 – Con l’elezione a Vice Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo del sottoscritto (Ing. Renzo Botindari n.q.) si completa nuovamente l’organico delle cariche istituzionali. Pertanto a seguito della presente nomina :

Presidente: Ing Giovanni Margiotta

Vice-Presidenti: Ing. Vito Giunchiglia e Ing. Renzo Botindari

Segretario: Ing. Anna Maria Baieli

Tesoriere: Ing. Sergio Rappa

Personalmente avevo già ricoperto questa carica nella precedente mandato, condividendola con l’Ing. Giorgio Umiltà. Spesso si tende a sminuire queste cariche considerandole “simboliche”, ma in un epoca in cui sono sempre meno i simboli e i principi attraverso i quali aggregare gli individui, diventa sempre di più importante il modo d’interpretare i ruoli. Dopo 25 anni di volontariato all’Ordine degli Ingegneri per me è sempre un motivo di grande soddisfazione, rappresentare i colleghi a qualunque livello e con qualunque carica. Faremo di tutto, se Dio e la salute ci assisteranno per qualificare ed onorare al meglio l’impegno nel tempo che ci separa dalla fine di questo mandato. Grazie al Presidente e grazie ai Consiglieri che ieri si sono espressi all’unanimità. Mi faccio e faccio gli auguri di buon lavoro ………. ce ne tantissimo! 

venerdì 8 maggio 2015

A&V–Spendig review nei fatti

1 124La sintesi migliore sta in questi numeri: 85 Plessi scolastici in più (76 nel progetto definito del 2006 e 158 dopo l’appalto integrato - più del doppio di quelli di partenza) e una economia di €. 1.160.666,69 (un risparmio di più di un quarto sul mutuo Cassa DD.PP. di € 4.040.889,05 per finanziamento di partenza ), il tutto attraverso la scelta dell’Appalto Integrato su progetto definitivo e l’offerta economicamente più vantaggiosa.

“Lavori per la dotazione di impianti antintrusione e videosorveglianza nei plessi scolastici a rischio di atti di vandalizzazione della città di Palermo - 1° Fase”. Responsabile Unico del Procedimento: Ing. Renzo Botindari (Funzionario Tecnico Comune di Palermo); Direttore dei Lavori: Ing. Leonardo Triolo (Funzionario Tecnico Comune di Palermo); Assistente al R.U.P. : Geom. Arnaldo Garofoli (Funzionario Tecnico Comune di Palermo); Ditta redattrice della Progettazione Esecutiva e realizzatrice dei lavori: Fastweb s.p.a.

1 128Caratteristiche del progetto: Il progetto, redatto da tecnici dell’Amm.ne, prevedeva la realizzazione di impianti di antintrusione e videosorveglianza nelle scuole di proprietà e/o pertinenza comunale, con dotazione di sistemi di videoregistrazione in loco con DVR armadi Rack, link di trasmissione segnale alla rete radio dedicata per il collegamento alle centrali operative di monitoraggio. La suddetta rete radio dedicata sarà di propria Comunale, senza costi di ulteriori canoni successivi, per la trasmissione delle immagini e dei segnali, oggi delle scuole, domani di ogni ulteriore immobile o spazio di proprietà comunale. Tale rete prevede la possibilità di implementi con sistemi di comunicazione informatica a vantaggio di ulteriori servizi da introdurre con up-gradabilità a vantaggio di economie di gestione. Inoltre attraverso le 2 sale di monitoraggio (una principale e la seconda in subordine) sarà previsto monitorare h24 gli impianti.

Caratteristiche dell’Appalto (bando): APPALTO INTEGRATO sulla base di un Progetto Definitivo redatto dall’Amm.ne Comunale. La scelta dell’appalto integrato corredato da un bando complesso ed in parte innovativo volto ad auspicare una qualificata partecipazione, garantire una alta qualità dei prodotti e soprattutto una loro coerenza innovativa in funzione dei tempi auspicati per la realizzazione ed infine una qualificata progettazione tecnologica quanto mento della parte radio (non reperibile tra i tecnici interni all’Amm.ne visto il particolare ambito tecnico-specialistico). Inoltre si è reputato opportuno inserire clausole che portassero, garantendo il miglior risultato con il minor impegno economico e nell’ambito dei fondi a disposizione, il maggior profitto in termini di servizi per l’Amm.ne. Lo scrivente, di fatti, per far fronte ad ulteriori esigenze e/o atti di vandalizzazione nelle more dei lunghi iter burocratici, tenendo conto che questo appalto veniva definito quale “1° fase” proprio in ragione allo scopo finale dato una auspicata “2° fase” che finisse di dotare tutte le scuole di proprietà o pertinenza di impianti di Antintrusione e Videosorveglianza da monitorare attraverso la realizzanda rete radio, ha stabilito di richiedere quale elemento di valutazione migliorativa, l’offerta di impianti in ulteriori scuole da scegliere in un elenco predisposto e suddiviso in tre tipologie (P scuole tipo “piccole”; M scuole tipo “medie”; G scuole tipo “grandi”.

Copia  di 1 133Caratteristiche dei Lavori: Ditta Aggiudicataria per la redazione della PROGETTAZIONE ESECUTIVA e dei LAVORI: Impresa FASTWEB S.p.A., avente sede in Milano Via Caracciolo n. 51 - Codice Fiscale - Partita I.V.A. e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Milano 12878470157, nella quale risulta l’offerta economicamente più vantaggiosa, con l’attribuzione del punteggio di 100/100, composta da una offerta tecnica valutata 80 punti e da una offerta economica valuta 20 punti e riferita ad un ribasso offerto di 25,9324% (venticinque/9324 percento) per un importo complessivo offerto di €. 1.629.069,80 (euro Unmilioneseicentoventinovemilasessantanove/80) IVA al 21% (Ventuno percento) esclusa.

Per la FASTWEB hanno redatto la PROGETTAZIONE ESECUTIVA: Progettista incaricato - Ing. Roberto Passerotto; Redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento in fase di Progettazione - l’Ing. Giuseppe Mirelli; L’appalto integrato ad ulteriore tutela dell’Amm.ne prevedeva l’offerta economicamente più vantaggiosa attraverso l’offerta tecnica di ulteriori servizi e di ulteriori scuole da coprire. L’offerta è risultata migliorativa attraverso le seguenti proposte:

1) Oltre le 104 scuole identificate da contratto, e poste a base d’asta, frutto delle segnalazioni storiche e dell’implementazione di impianti esistenti parziali e/o non funzionanti) da un elenco redatto in collaborazione con l’Ass.to alla P.I. a mezzo di priorità stabilite con riferimento a zone storicamente attenzionate da atti di vandalizzazione, Fastweb ha offerto ulteriori 54 impianti in scuole “Piccole”, “Medie” e “Grandi”, con la dovuta priorità dalla Pubblica Istruzione in raccordo con il R.U.P. Pertanto l’ammontare totale delle scuole oggetto di intervento sarà: 104+54 = 158 Plessi

2) Dimezzamento dei tempi di esecuzione da 365 gg a 180 gg ;

3) L’estensione della garanzia di tutte le parti hardware componenti il sistema proposto (elementi di Videosorveglianza, di antintrusione e di rete radio) di ulteriori 5 anni, oltre i termini temporali previsti dalla legge, per un totale di 7 anni. Servizio di Assistenza, reso disponibile con un servizio di Help Desk attivo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Inoltre per venire incontro a tutti i problemi di natura manutentiva, il progetto appaltato prevedeva delle somme a disposizione per avere una maggiore copertura manutentiva. La manutenzione Contrattuale è stabilita in Anni 2, ( sarà possibile attivare pertanto un appalto di manutenzione dedicato per l’integrazione di ulteriori 5 anni, con somme già previste nel Quadro Economico, che subentri alla scadenza della manutenzione contrattuale). In definitiva avremmo 7 anni di assistenza ai prodotti offerti e 7 anni di manutenzione, il tutto in linea con la vita media di un impianto tecnologico.

rete radio 3Rete Radio: L’architettura di rete radio si basa sull’attivazione di tre differenti siti S1‐S2‐S3, posti ai tre vertici di un triangolo, in modo tale da garantire per tutte le scuole, almeno un punto di visibilità diretta. Tali siti saranno utilizzati per la realizzazione del backbone radio e per l’implementazione dei cluster di aggregazione dei segnali radio di accesso delle singole scuole. Per consentire agli apparati di backbone di operare in assenza di disturbi indotti dagli apparati di accesso (cluster radio), operanti nella banda liberalizzata dei 5GHz, si è scelto di adottare apparati a 17GHz su banda liberalizzata. Tale banda consente l’utilizzo dello spettro di frequenza dai 17,100 GHz ai 17,300 GHz. Gli apparati di accesso sono vincolati ad operare nella banda liberalizzata dei 5GHz. Tale banda consente l’utilizzo dello spettro di frequenza dai 5.470 – 5.725 GHz. Nel caso in oggetto, utilizzando una suddivisione dei canali a 20MHz è possibile una banda di 128Mbps per settore radio.

mercoledì 4 marzo 2015

E solo una impressione? ...

Cari colleghi, può essere che dal 2003 non venga fatta una legge sui LL.PP. che tra i tanti provvedimenti tuteli la figura del professionista sia esso ingegnere che architetto?
Se non errò con la L.R. n. 21 del 1985 fu realizzata una grande conquista con l' introduzione del concetto del pagamento a parcella con i minimi tariffari per incarichi di LL.PP. e con la L.R. n. 10 del 2003 si parlo di preventiva acquisizione delle risorse economiche prima di procedere al conferimento degli incarichi di progettazione. Da allora solo norme intente a burocratizzare i procedimenti e alla sola ricerca dei responsabili di questo efferato delitto, la professione tecnica.

martedì 13 gennaio 2015

Lavorare “a gratis”

lavoro-gratis L'Italia secondo i Padri Costituendi era "Una Repubblica Fondata sul Lavoro" poi la cattiva politica, cattivi legislatori, cattivi riformisti hanno fatto si che non solo si perdesse per i giovani la prospettiva di un lavoro ma che gradualmente si perdesse il valore di un titolo di studio, poi si abolissero i minimi professionali spingendo i professionisti ad una guerra al massacro al ribasso, poi si desse ai committenti la facoltà di non pagare prestazione ricevute ed infine che ci fosse chi pretendesse la prestazione professionale gratuita.

Grande deve essere l’indignazione verso chi vuole non solo rubare il futuro ai giovani, ma vuole togliere all’uomo la dignità.

lunedì 5 gennaio 2015

Ieri Tutti Criminologi, Oggi Tutti Strutturisti

74717595381fa9a3044a1ddbdd99e245 Forse siamo troppo abituati a vedere giudici in TV, forse internet ci libera dalla voglia voglia di dire tutto su tutti e di conseguenza diventare giudici ed esperti anche in materie lontane dai nostri studi e dalle nostre culture, basandoci sulla sola evidenza ed emettendo sentenze definitive.

Ci sono casi eclatanti e lo sappiamo, ma pur essendo la mia materia e dall’alto della mia esperienza e dei miei ruoli assunti in vita mia inerenti la professione dell’ingegnere civile, preferisco tenere una posizione prudente e controtendenza verso una stampa che giornalmente va cercando mostri da contrapporre al nulla politico ed al degrado morale della nostra società, il tutto per tenerci distratti dai seri e veri problemi.

Siamo tutti davanti ad una foto di un’opera molto recente entrata in crisi e resa quindi inutilizzabile e questo è un dato di fatto, attendiamo adesso l’opera dei periti o degli esperti che esamineranno il progetto, rivedranno la fase di realizzazione dell’opera sia dal punto di vista cartolare che tecnico-contabile, si faranno un’idea sul terreno e sulle soluzioni strutturali adoperate, sulla qualità dei materiali utilizzati, sulla rispondenza dell’eseguito rispetto al progetto, sui ruoli di vigilanza e sicurezza in opera e dopo ciò, sommato alla storia professionale dei soggetti interessati al procedimento (DL e Collaudatore inclusi), dell’impresa e finanche dei fornitori chi dovrà giudicare ed emettere sentenza avrà un quadro chiaro per esprimersi.

Fino a quel momento l’evidenza ci può soltanto dire che non è questo il risultato che ci si aspetta da un’opera (pubblica o privata), per le sentenze e per fare di tutta l’erba un fascio raccomando molta prudenza.