giovedì 14 luglio 2016
CNI 61 - Riflessioni a bocce ferme in 3 puntate - 1/3
mercoledì 18 maggio 2011
Il Consiglio Propone il Dibattito …..
(Da Repubblica)
Per rendere più efficace ed incisivo il contrasto alle mafie da parte dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo, oggi è stato presentato al Consiglio un Protocollo di Legalità ed una modifica al Regolamento di Applicazione del Codice Deontologico degli Ingegneri. Il Protocollo è stato redatto dagli ingg. Giovanni Margiotta e Giuseppe Riccio con il coordinamento del Presidente Salvatore Barone, del Vicepresidente Giorgio Umiltà, del Segretario Massimo Aiello e del Tesoriere Sergio Rappa. Il Protocollo impegna il Consiglio dell’Ordine ad un maggiore rigore nel sanzionare comportamenti non consoni alla iscrizione all’Albo; allo stesso è allegata un atto di impegno individuale, da sottoscrivere su base volontaria da parte degli iscritti, di accettazione di sanzioni deontologiche comminate, a seguito di autonomo giudizio del Consiglio dell’Ordine fino alla cancellazione dall’Albo anche a partire dal caso di rinvio a giudizio per reati di mafia o reati gravi contro la pubblica amministrazione o anche a prescindere dal giudizio della magistratura. Il Protocollo, il regolamento e la dichiarazione di impegno, nell’ambito della convenzione stipulata con l’Ordine, saranno sottoposti al DEMS - Dipartimento di Studi Europei e della Integrazione - della Università di Palermo per tutte le varie ed importanti implicazioni giuridiche che la loro adozione ed applicazione comporta. La stesura definitiva elaborata con il contributo di tutti i Consiglieri e del conforto con il DEMS sarà approvata in una prossima seduta del Consiglio dell’Ordine e resa operativa al più presto. Nel prosieguo sarà organizzato un seminario per la presentazione ufficiale del Protocollo di legalità alle istituzioni e alle altre categorie. Il Consiglio dell'Ordine, nella seduta del 16.05.2011, ha deciso di avviare il dibattito sull'argomento e pertanto il Protocollo con allegata la dichiarazione e il Regolamento vengono pubblicati sul sito dell’Ordine per aprire il dibattito sull’argomento
sabato 14 maggio 2011
Appalti, stop al caro parcelle
“UNA rivoluzione in arrivo per ingegneri, architetti e geometri siciliani. Il ddl sulla riforma degli appalti appena approvato dalla commissione Ambiente dell' Ars, e che a breve andrà in aula, prevede una serie di norme che non solo cambiano tutto il sistema di affidamento degli incarichi per le figure di consulente, componente di commissione e collaudatore, ma fissano un tetto ai compensi, che non potranno superare i 100.000 euro, e il limite di un appalto per singolo professionista assegnato da ogni ente locale. I geometri inoltre non potranno progettare immobili superiori a 1.500 metri cubi (una villetta bifamiliare) - ANTONIO FRASCHILLA (La Repubblica)”
lunedì 14 marzo 2011
Un Abbraccio ad Alessandro – Questa “Terra Ammalata” deve fare ancora tanta strada ..
“Una molotov contro l'ingegnere che radiò Aiello dall'ordine
Di ENRICO BELLAVIA - Una bottiglia incendiaria contro l'auto, una croce tracciata con la vernice sul cancello della villa. Intimidazione ai danni di Alessandro Calì, ingegnere, ex presidente dell'Ordine che radiò Michele Aiello - La minaccia è arrivata con una molotov che rischiava di mandare in fumo la sua Bmw e con una croce tracciata sul cancello della sua villa. Obiettivo dell'intimidazione, l'ingegnere Alessandro Calì, ex presidente dell'Ordine, libero professionista, consulente di diverse imprese. La molotov è stata scagliata contro l'auto che era parcheggiata nella zona di Mondello, davanti alla casa del professionista. Gli attentatori avevano cosparso di benzina anche la parte anteriore della vettura. La bottiglia incendiaria avrebbe dovuto innescare il rogo, quando il commando aveva completato l'intimidazione con la croce di vernice spray. L'esca per l'incendio ha attecchito su uno pneumatico. L'auto è un Suv, abbastanza alto da terra, e così solo per una serie di circostanze fortuite non è andata distrutta. Un vicino di casa di Calì ha notato le fiamme e il fumo e ha dato subito l'allarme. L'incendio così è stato spento in breve tempo senza provocare danni gravi. Dell'episodio, avvenuto domenica scorsa e coperto dal riserbo, si è occupato subito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Giuseppe Caruso. A Calì è stata assegnata una vigilanza saltuaria a casa e allo studio. Solidarietà gli è stata espressa da Libero futuro e Addiopizzo. Alessandro Calì, che è anche autore di un libro, "Disordini", pubblicato da Navarra editore, è stato il promotore della cancellazione dall'Ordine degli ingegneri nel 2008 di Michele Aiello, il re Mida della sanità siciliana. Il presupposto è stata la stessa ammissione da parte di Aiello, durante il processo per mafia, di avere pagato costantemente il pizzo alle cosche per potersi assicurare la tranquillità delle proprie attività. La decisione dell'Ordine, che ha rilevato il venir meno del presupposto della "specchiata condotta morale", ha costituito un precedente unico e per il momento isolato: la cancellazione è stata adottata all'unanimità e ribadita dal Consiglio nazionale, senza che fosse stata ancora pronunciata la sentenza definitiva che ha condannato Aiello a 15 anni e mezzo.
Il giudizio deontologico è stato emesso quando si era appena concluso il primo grado. Al contrario, la prassi vuole che ai provvedimenti disciplinari gravi si arrivi solo dopo la pronuncia definitiva di condanna. E spesso non scatta neppure la sospensione. Sulla base della propria esperienza, che lo ha esposto anche a violenti attacchi e a un braccio di ferro con l'ala più tradizionalista dell'Ordine, fino alla sfiducia e alle dimissioni, Calì, oltre a raccontare in "Disordini" la propria storia, è diventato uno dei testimoni di un movimento trasversale che punta a rimarcare le prerogative disciplinari degli Ordini. E a farli agire indipendentemente dalle sentenze giudiziarie. Calì è per questo considerato l'alfiere della linea dura, definizione che l'ex presidente degli ingegneri contesta, opponendo che si tratta dell'unica possibile. Un'intransigenza, la sua, opposta alla consuetudine accomodante che evidentemente gli ha attirato più di un'inimicizia.” (Da Repubblica - di ENRICO BELLAVIA
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/03/13/news/una_molotov_contro_l_ingegnere_che_radi_aiello_dall_ordine-13541556/)
Dichiarazione di Ottavio Navarra (editore) su grave atto intimidatorio ad Alessandro Calì
“Pubblicata da Ottavio Navarra il giorno domenica 13 marzo 2011 alle ore 18.36 - Dichiarazione di Ottavio Navarra (editore) su grave atto intimidatorio ad Alessandro Calì - Un grave atto intimidatorio ha colpito l'abitazione e l'autovettura di Alessandro Calì, ex presidente dell'ordine degli Ingegneri di Palermo e autore del nostro 'disOrdini' il libro inchiesta sugli ordini professionali e sulle connivenze con le organizzazioni criminali. Esprimo ad Alessandro tutta la nostra solidarietà e, insieme a lui, a quanti si stanno battendo, come i ragazzi di Addio Pizzo, perchè sia sollevato il coperchio sulle collusioni tra professionisti ed organizzazioni mafiose. Da poco tempo è stata avviata la costituzione dell'Associazione dei Professionisti Liberi che intende battersi per tutto ciò. Sappiamo benissimo come la stragrande maggioranza di essi sono persone libere che si battono con forza contro ogni condizionamento e collusione con il potere mafioso e sappiamo altrettanto bene che vanno isolati quanti questo non lo fanno. Siamo grati ad Ivan Lo Bello e a Confindustria Sicilia di avere accettato di presentare il libro l'11 marzo presso la propria sede, confermando che lo schieramento che, ogni giorno, si batte contro la mafia è ampio e radicato. Auspico che ci sia una adeguata e forte reazione a questo che si configura essere un atto per impaurire e per fermare un processo di rinnovamento. Chiunque lo abbia abbia compiuto sappia che siamo in tanti a condividere e sostenere queste battaglie e che sicuramente non piegheranno il nostro bisogno di cambiamento e di innovazione.
sabato 23 ottobre 2010
L’Elemosina di Stato – Ed il Ruolo Unico?
“22/10/2010 - La Camera dei deputati ha approvato, definitivamente, in quarta lettura, il disegno di legge n. 1441-quater-F recante “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”.
Il provvedimento deve essere soltanto firmato dal Capo dello Stato e, successivamente, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Con l’approvazione definitiva del provvedimento e con l’articolo 35, comma 3 dello stessoviene ripristinato l'incentivo del 2% per i tecnici delle pubbliche amministrazioni . Il citato comma 3 recita testualmente: "All’articolo 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il comma 7-bis, introdotto dall'articolo 18, comma 4-sexies, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, è abrogato".
Di fatto viene cancellato il comma 7-bis dell’articolo 61 del decreto-legge n. 112/2008 in cui era precisato che "A decorrere dal 1 gennaio 2009, la percentuale prevista dall'articolo 92, comma 5, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, è destinata nella misura dello 0,5 per cento alle finalita' di cui alla medesima disposizione e, nella misura dell'1,5 per cento, è versata ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato ….".
Volendo ricordare di cosa si tratta basta riferirsi al comma 5 dell’articolo 92 del Codice dei contratti (D.Lgs. n. 163/2006) con cui viene precisato che "Una somma non superiore al due per cento dell'importo posto a base di gara di un'opera o di un lavoro, comprensiva anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione, a valere direttamente sugli stanziamenti di cui all'articolo 93, comma 7, è ripartita, per ogni singola opera o lavoro, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata e assunti in un regolamento adottato dall'amministrazione, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori. La percentuale effettiva, nel limite massimo del due per cento, è stabilita dal regolamento in rapporto all'entità e alla complessità dell'opera da realizzare. ……".
Non vogliamo entrare nel merito del problema ma sembra che il Parlamento abbia avuto sul problema degli incentivi per i tecnici delle pubbliche amministrazioni un atteggiamento abbastanza ondivago che possiamo, così, riassumere:
- con l'articolo 61, comma 8, del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112 convertito nella legge 6 agosto 2008, n. 133, l'incentivo era stato abbassato a decorrere dall’1 gennaio 2009 all0 o,50 %;
- con l'articolo 1, comma 10-quater del decreto legge 23 ottobre 2008, n.162 convertito dalla legge 22 dicembre 2008, n. 201, era stato ripristinato l'incentivo nella misura del 2,00 %;
- con l'articolo 18, comma 4-sexies del decreto-legge 29/11/2008, n. 185 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, l'incentivo era stato nuovamente abbassato allo 0,50 %;
- con l'articolo 35, comma 3 della legge contenente le "deleghe al Governo in materia di lavori usuranti", con la cancellazione del comma 7-bis dell’articolo 61 del dl n. 112/2008, viene ripristinata la percentuale del 2,00 %.
Sembra proprio che il Parlamento non abbia le idee molto chiare se nel giro di due anni interviene parecchie volte su uno stesso problema con comportamenti diametralmente opposti.
(Incentivi tecnici pubbliche amministrazioni: Il ripristino del 2% approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati - A cura di Paolo Oreto - http://www.lavoripubblici.it/)
giovedì 7 ottobre 2010
lunedì 9 agosto 2010
Lo Autorizzeremo?
“Oggi il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri mi ha comunicato che sara' ben lieto di poter presentare il mio libro al 55°Congresso nazionale degli ingegneri che si terra' a Torino il prossimo 8 e 9 settembre, a patto pero' che venga preventivamente autorizzato dall'Ordine di Palermo. Mi autorizzeranno?” (Da Facebook – Profilo Ing. Alessandro Cali' – 6/8/2010)
Personalmente, non so di cosa tratta il libro del quale con grande maestria il nostro ex. Presidente sta creando una curiosa aspettativa tra i suoi conoscenti. La circostanza che ha chiesto di poterlo presentare al prossimo Congresso Nazionale degli Ingegneri, lascia intendere che le argomentazioni hanno a che vedere con la nostra professione. Reputo opportuno a mio parere che il Consiglio prenda in anteprima conoscenza dell’iniziativa editoriale per potere valutare l’opportunità di supportarla. Appare inspiegabile che tale sollecito debba giungere dal Consiglio Nazionale e non dal Consiglio di Palermo attraverso il Presidente Salvo Barone.
giovedì 5 agosto 2010
Tentativo di modifica delle professioni regolamentate
Dopo il tentativo del DDL Siliquini, e' stato riproposto alla Camera un disegno di legge che amplia unilateralmente le prerogatve professionali dei soli Geometri e Periti Edili.
Nonostante il difficile momento congiunturale dell'economia globale imporrebbe strategie comuni, in determinati settori produttivi, industriali e professionali, nel nostro paese, periodicamente, accadono avvenimenti che mostrano quanto gli interessi di parte vengano valutati prioritariamente rispetto all'equilibrio e l'equita' del sistema-paese.
Uno dei nodi considerati fondamentali da più parti, concernente la revisione delle competenze ed il riordino strutturale e legislativo delle attività professionali nel settore dell'ingegneria e dell'architettura, è decisamente relativo ad una radicale riforma degli ordinamenti professionali coinvolti, riforma da più parti richiesta ed invocata, al punto che già qualche mese fa il Ministro Alfano aveva, saggiamente, convocato i rappresentanti dei principali collegi ed ordini professionali a formare un tavolo unico di consultazione con il Governo, per affrontare in maniera chiara e con la partecipazione più ampia i vari aspetti ed interessi coinvolti.
Successivamente a questo incontro, avvenuto nel mese di Aprile u.s., vi è stata la presentazione di un disegno di legge dell'On. Siliquini sul riordino delle professioni intellettuali, che in maniera piuttosto sospetta proponeva misure che avrebbero portato ad un appiattimento delle varie figure professionali in gioco, in spregio della qualità e della specificità dei vari percorsi formativi, finendo per porre su uno stesso piano (un unico albo professionale) tecnici laureati e diplomati.
Nonostante le iniziali positive risultanze di intenti del primo incontro del tavolo tecnico comune voluto dal Ministro Alfano, sembra che alcune delle categorie professionali interessate stiano continuando a fare pressanti attività di lobbying per portare acqua al proprio mulino: è notizia di questi giorni che sarebbe pronto un nuovo disegno di legge teso ad aumentare unilateralmente le prerogative professionali di Geometri e Periti Edili, in particolare aumentando le loro prerogative progettuali in zona sismica a costruzioni fino a 4500 mc, oltre che nuove e maggiori possibilità in campo urbanistico e di progettazione impiantistica.
Questa ennesima iniziativa settaria ha automaticamente generato una reazione forte e determinata da parte dei Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri, che lo scorso 13 Luglio hanno emesso un comunicato stampa congiunto, pubblicato sui rispettivi portali istituzionali, di dura reprimenda all'iniziativa parlamentare menzionata, identificando in questo evento l'ennesimo tentativo di aggirare le innumerevoli sentenze della Corte di Cassazione in merito ai limiti di competenza professionale di queste categorie.
La reazione forte di Ingegneri ed Architetti, oltre a tutelare legittimi interessi di parte, è volta a garantire che ci sia uno stretto rapporto consequenziale tra i percorsi formativi universitari, gli unici in Europa riconosciuti abilitanti ad effettuare trasformazione del territorio a tutti gli effetti e a tutti i livelli, e le competenze esercitabili per legge sul territorio nazionale, per poter garantire la qualità del paesaggio e la sicurezza dell'abitare.
(Di arch. Silvio Indaco il 19/7/2010 dal sito http://www.lavorincasa.it/architetto/news.php?news_id=1706)
domenica 25 luglio 2010
La Legge Regionale Sugli Appalti, Nasce Male
"La legge sugli appalti approvata dal parlamento regionale è schifosa: il massimo ribasso favorisce le peggiori imprese e le infiltrazioni mafiose". Lo ha detto Luigi Bernava, segretario regionale della Cisl, a margine del forum antimafia organizzato a Palermo dal sindacato. Ieri il Commissario dello Stato ha impugnato alcuni commi degli articoli 3 e 4 del ddl approvato il 13 luglio dall'Ars. "Ho chiesto al presidente dell'Ars Cascio di rivedere la legge - ha aggiunto – e di concertarne i contenuti con le associazioni di categoria e i sindacati". "Respingo al mittente la definizione di legge schifosa, e ricordo che si tratta di una legge approvata dalla maggioranza dell'Assemblea regionale siciliana. Si tratta inoltre di un testo approvato dal Commissario dello Stato, e verso il quale è stato riconosciuto il gradimento da parte della Commissione europea". Così l'assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Luigi Gentile, replica al segretario regionale Cisl, Maurizio Bernava, in riferimento al sistema dei ribassi introdotto dalla legge di riforma degli appalti. "Come già ribadito in altre occasioni, ma evidentemente Bernava pecca di poca attenzione - dice - il criterio di aggiudicazione inserito, uniformato al codice dei contratti, è il risultato non solo del parere espresso in materia dall'ufficio legislativo e legale, ma anche delle recenti sentenze della Corte costituzionale e delle indicazioni della Commissione europea. Ad ogni modo - sottolinea l'assessore - ho già assunto l'impegno con le associazioni di categoria a sollevare innanzi alla Conferenza Stato-Regioni una modifica della legislazione nazionale in riferimento ad alcune criticità legate alla possibile corsa al rialzo dei ribassi". "In riferimento al rischio infiltrazioni criminali - prosegue - ricordo che nell'ambito dell'iter formativo della legge è stata appositamente costituita una Commissione, presieduta da Pierluigi Vigna, che ha definito il codice antimafia ed anti corruzione della pubblica amministrazione, poi condiviso dalla giunta regionale ed inserito nel disegno di legge in questione. Inoltre, sono state recepite le più recenti direttive in materia emesse dal ministero degli Interni e sono stati inseriti in un apposito articolo protocolli di legalità ed intese capaci di garantire massima trasparenza negli appalti pubblici". "Adesso, il nostro lavoro - conclude Gentile - è riservato al lancio di un Tavolo tecnico con le Associazioni e le organizzazioni di categoria, al fine di una redazione concertata di una normativa di ampio respiro di rivisitazione del sistema appalti in Sicilia". "Con l'intervento del commissario dello Stato, una brutta legge viene privata di uno dei pochi elementi positivi che aveva: l'esclusione cioé della manodopera dal ribasso. Ci auguriamo che il governo regionale colga adesso l'occasione per modificare la norma trovando il modo però di mantenere gli elementi qualificanti contro il lavoro nero e per la sicurezza". Lo dicono Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana, e Franco Tarantino, segretario della Fillea, commentando la bocciatura delle legge sugli appalti. Cgil e Fillea "contestano il sistema del massimo ribasso" che considerano un "vero passo indietro e un grimaldello per le infiltrazioni criminali. Cosa ben diversa - sottolineano i sindacati - è il meccanismo dell'offerta economicamente più vantaggiosa, col quale si punta al miglior rapporto qualità-prezzo escludendo gli eccessivi ribassi operati a scapito della qualità". "Ma anche con questo sistema - concludono Maggio e Tarantino - l'applicazione dei contratti di lavoro e l'osservanza delle norme sulla sicurezza devono essere garantiti, in una regione nella quale la strada da fare contro il lavoro nero è ancora tanta". "Il governo regionale apra subito il confronto con le parti sociali per rivedere la legge sugli appalti, anche alla luce dell'impugnativa del commissario dello Stato". Lo ha detto il segretario regionale del Partito Democratico Giuseppe Lupo, che ha partecipato questa mattina all'incontro organizzato dalla Cisl a palazzo dei Normanni, concluso dal segretario generale Raffaele Bonanni. "Serve una legge - conclude Lupo - che assicuri legalità e trasparenza evitando sistemi di aggiudicazione che rischiano di avvantaggiare la mafia e di far crescere il lavoro nero". Il parlamentare del Pdl all'Ars, Salvino Caputo, ha scritto al presidente dell'Assemblea Francesco Cascio per chiedere "di non inserire al voto del parlamento il testo di legge sugli appalti nelle parti non impugnate dal Commissario dello Stato, ma di rinviare il testo all'esame della commissione legislativa Ambiente e Territorio". "Si tratta - ha detto - di una normativa importante per l'economia siciliana e per il settore legato al comparto dell'edilizia che necessita di un vaglio più rigoroso in commissione poiché il testo attuale, oltre al pericolo di infiltrazioni mafiose, non tiene conto delle esigenze espresse dagli edili siciliani. Per questo ho chiesto al presidente Cascio di rinviare il testo in commissione". "Invito la Cgil - ha concluso Caputo - a formulare le sue critiche al Pd che ha votato la legge a differenza del Pdl che invece si è rifiutata". "Per accorgersi che la legge sugli appalti era un insieme di norme retrò e deleterie, che era una legge che avrebbe permesso un nuovo boom del lavoro nero, il segretario del Pd, Giuseppe Lupo, ha dovuto aspettare l'impugnativa!" Lo dice il presidente della commissione Territorio e Ambiente, Fabio Mancuso, ricordando l'opposizione ferma sua e del Pdl. "Quella che ora l'onorevole Lupo attacca mediaticamente - riprende Mancuso - è una legge che in Sala d'Ercole è passata soltanto per il voto favorevole e decisivo del suo gruppo parlamentare: il Pd. Quindi con la sua stessa approvazione".
"Insomma - conclude Mancuso - stavolta, le lacrime del coccodrillo è un ...Lupo a piangerle!". “Sulla legge sugli appalti si fa sciacallaggio politico e demagogia pura, anche dopo che l’impugnativa del Commissario dello Stato ha dimostrato che la Sicilia non può fare altro che applicare senza alcuna variazione una legge nazionale che non ha scritto nessuno di noi”. Lo dice Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo PD all’Ars. “Una legge che non ci piace – aggiunge - ma che è applicata in tutta Italia e la Corte Costituzionale impone anche in Sicilia. Il PD ha tentato dei correttivi, ma anche quelli sono stati cassati dal Commissario. Chi la spara grossa oggi – conclude - dovrebbe dire cos’altro ha proposto prima, e cosa propone adesso”.
L’Ordine dei Giornalisti interviene…..
Aldilà degli approfondimenti e delle ragioni, finalmente un Ordine che difende i suoi iscritti, nei riguardi di una pubblica amministrazione autoreferenziata, che calpesta regole e professionalità, arrivando anche a normare, se è il caso, come se fosse l’Assemblea Regionale o il Parlamento Nazionale.
“Saranno cinque Lsu del Comune di Palermo a fare da ufficio stampa dell'amministrazione. Lo stabilisce la delibera comunale 145 approvata lo scorso 19 luglio, anche se il bando non è stato ancora pubblicato. Si apre così un nuovo capitolo su una vicenda che era iniziata un paio d'anni fa. Nel 2008 i giornalisti dell'ufficio stampa del Comune non avevano visto rinnovati i loro contratti perché l'amministrazione, in ottemperanza alle nuove leggi, avrebbe bandito un concorso pubblico per coprire nove posti. La selezione è avvenuta a fine 2008 ma, dopo la pubblicazione della graduatoria provvisoria, il concorso è stato prima bloccato e poi annullato a dicembre 2009 perché prevedeva dei contratti da redattore con oltre 30 mesi di anzianità. L'amministrazione è rimasta così finora senza ufficio stampa. "Adesso gli Lsu - dice Roberto Ginex, segretario provinciale dell'Assostampa ed ex componente dell'ufficio stampa del Comune, che dovranno comunque avere il tesserino di giornalisti da almeno tre anni, potranno coprire quei posti senza che sia fatto un concorso pubblico a cui possano partecipare tutti i colleghi". Ai cinque Lsu andrà un part-time, inquadrato con contratto nazionale degli Enti locali, in categoria C1. "E' sconcertante - prosegue Ginex - che il Comune, dopo aver azzerato l'ufficio stampa e avere annullato il concorso, oggi proceda a una selezione nel bacino degli Lsu. Sulla questione del concorso c'é già un fascicolo aperto in Procura. Anche su questa vicenda faremo una denuncia". "La delibera della giunta comunale e l'annunciata selezione all'interno del bacino ex Lsu per l'ufficio stampa del comune di Palermo costituisce l'ennesimo episodio della vergognosa condotta del sindaco Cammarata verso il mondo dell'informazione". Lo sostiene il consigliere comunale del Pd, Ninni Terminelli. "Infatti, invece, di riattivare la procedura concorsuale revocata ai danni di 13 giornalisti vincitori di un regolare concorso pubblico - prosegue - si procede con un atto tanto grave quanto ridicolo. Cammarata si dimetta e la smetta di calpestare i diritti dei cittadini palermitani. Martedì presenterò un'interrogazione e una mozione affinché si revochi immediatamente la delibera, con la stessa prontezza con la quale l'amministrazione ha revocato il concorso che ha mortificato le speranze di un posto di lavoro di 13 giornalisti". "Un concorso-farsa. Non può essere definito altrimenti il bando emanato dal Comune di Palermo per coprire con lavoratori socialmente utili cinque posti di redattore dell'Ufficio stampa". Lo dice Alberto Cicero, segretario regionale Assostampa. "Dopo i tanti voltafaccia di amministratori e dirigenti già registrati nei mesi scorsi, i 'depistaggi' e gli impegni non rispettati - aggiunge - adesso dobbiamo rilevare un altro tentativo di eludere la strada maestra per ripristinare un ufficio essenziale per qualsiasi pubblica amministrazione tranne che per il Comune della quinta città d'Italia, dove già da un anno e mezzo l'ufficio stampa non esiste più". "Dopo l'annullamento del concorso pubblico, al quale avevano partecipato sia i nove colleghi che da circa dieci anni reggevano l'ufficio (e per i quali il Comune avendo concordato un condono con l'Ente previdenziale aveva riconosciuto il vincolo di dipendenza), sia decine di altri giornalisti - prosegue - ci voleva un altro escamotage per fare lavorare alcuni piuttosto che altri. E per giunta persone, ancorché col tesserino di giornalista pubblicista, che, ovviamente, in qualità di lavoratori Lsu hanno svolto per il Comune tutt'altra mansione". Il sindacato siciliano dei giornalisti annuncia che "porrà in essere ogni tipo di azione per fare rispettare i diritti dei giornalisti che dovevano già lo scorso anno essere stabilizzati e degli altri colleghi vincitori del primo concorso".
(Cinque Lsu all'ufficio stampa del comune di Palermo – 23/7/2010 – Siciliainformazioni)
lunedì 5 luglio 2010
Comunicato Stampa
COLLEGIO NAZIONALE DEGLI AGROTECNICI E DEGLI AGROTECNICI LAUREATI
CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI
CONSIGLIO DELL’ORDINE NAZIONALE DEI DOTTORI AGRONOMI E DOTTORI FORESTALI
CONSIGLIO NAZIONALE DEI GEOLOGI
ORDINE NAZIONALE DEI TECNOLOGI ALIMENTARI
COMUNICATO STAMPA
Le sottoscritte professioni tecniche hanno preso atto, con grande stupore, del “Testo unificato” della riforma delle professioni depositato il 18 maggio scorso dalla Relatrice On. Maria Grazia Siliquini. Il Testo unificato che avrebbe dovuto, fra l’altro, riassumere le riflessioni condivise e le analisi presentate al Parlamento nel corso di 11 mesi di audizioni, contiene proposte, alcune anche di dettaglio (improprie in una legge di principi), che non sono condivise dalla maggior parte degli attori del sistema professionale ed in particolare dalle professioni tecniche.
Fra le altre, gli scriventi Ordini e Collegi ritengono inaccettabile: il costante richiamo a ruoli associativi degli Ordini, che in realtà sono Enti pubblici non economici con funzioni di garanzia dei Registri pubblici per l’esercizio dell’attività professionale l’intervento di dettaglio nella autonomia organizzativa degli Ordini professionali nazionali e la confusione nell’attribuzione ai Consigli nazionali di attività tipiche dei Consigli territoriali; l’introduzione di tariffe prive di qualunque effetto cogente; la spogliazione di funzioni istituzionali qualificanti dei Consigli nazionali e la loro riattribuzione ad un nuovo organismo, denominato “Consiglio Nazionale delle Professioni”;
l’arretramento nella definizione delle modalità di gestione di rapporti convenzionali fra le Università e gli Ordini professionali, peraltro ledendo l’autonomia legislativamente garantita alle
la più volte ribadita equipollenza di indefiniti percorsi di “formazione professionale” a titoli di
studio di livello universitario; l’accorpamento degli Ordini e Collegi professionali da eseguirsi con modalità assembleari di tipo congressuale, in luogo di seguire stringenti percorsi legislativo-istituzionali; la postergazione nell’individuazione dei titoli di accesso ai nuovi Ordini solo dopo l’avvenuto accorpamento di “alcune” categorie professionali, talché una siffatta disposizione produce l’effetto di subordinare l’intera riforma al soddisfacimento di specifici interessi particolari, in contrasto con quelli generali; il divieto di segmentare, all’interno del medesimo Albo, competenze e titoli professionali secondo i diversi percorsi formativi di accesso, anche di diverso livello nonché di istituire la soppressione automatica delle attuali Sezioni B degli Ordini che le detengono, senza acquisire i preventivi pareri vincolanti degli Ordini presso i quali dette Sezioni sono istituite; più in generale in “Testo unificato” pare confuso, in alcune parti contradditorio, senza alcun richiamo al principio della sussidiarietà, con norme in più punti arretrate rispetto alle attuali, ma soprattutto non capace di indicare i principi generali fondanti un moderno sistema professionale, in grado di tutelare gli interessi della collettività ed insieme dare valore e forza ai 2.000.000 di professionisti, per la metà giovani, iscritti negli Albi professionali. Nel riaffermare che il discrimine per l’accesso ad una professione intellettuale è il superamento di un percorso di studi universitario od equivalente e di un esame di Stato abilitante ex-art. 33 Costituzione, così come anche recentemente affermato dal Ministro della Giustizia, i sottoscritti Ordini e Collegi professionali esprimono vivissime preoccupazione per il possibile conflitto che sembra fin d’ora determinarsi fra le linee guida della riforma parlamentare e di quella governativa, auspicando che il Governo sappia ricomporre questa frattura nel senso richiesto dagli attori del sistema professionale, nell’interesse delle giovani generazioni e del Paese. Comunque, le professioni firmatarie che hanno preso impegno il 15 aprile con il ministro Alfano presso il ministero della Giustizia, stanno lavorando secondo quanto concordato in tale sede.
Convegno 7 luglio 2010 - La sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro
La partecipazione al convegno è gratuita e, ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del gennaio 2006, attribuisce agli ingegneri crediti formativi pari a 4 ore per RSPP e ASPP di cui all'art. 3, comma 6 D. Lgs. 81/08 per tutti i macro settore ATECO.
lunedì 7 giugno 2010
Il presidente degli ingegneri siciliani: “Gli Ordini scelgano la chiarezza”
venerdì 29 gennaio 2010
E fin quando son barzellette......!!
Un ingegnere si presenta sul posto di lavoro. E' il suo primo giorno. Il principale gli mette una scopa in mano e gli dice:
- Ecco, questa e' una scopa, come prima cosa potresti dare una spazzata all'ufficio.
- Una scopa?! Ma guardi che io sono un ingegnere!
- Hai ragione, scusa, vieni di là che ti faccio vedere come funziona.
mercoledì 3 giugno 2009
ingegneri.info comunica il nuovo consiglio....
IndirizzoVia Francesco Crispi, 120 - 90139 Palermo, Telefono091-581421 - 091-6112822 Fax091-6111492
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E-mailsegreteria@ingpa.com
PresidenteProf. Ing. ANTONIO BARCELLONA; VicepresidenteDott. Ing. MARIA PROVVIDENZA PROIETTO; SegretarioDott. Ing. MASSIMO AIELLO; TesoriereDott. Ing. SERGIO RAPPA
Consiglieri
Dott. Ing. SALVATORE BARONE
Dott. Ing. RENZO BOTINDARI
Dott. Ing. RENATO CANNAROZZO
Dott. Ing. ANTONIO D'AMICO
Dott. Ing. VINCENZO DI DIO
Dott. Ing. FRANCESCA GRISANTI
Prof. Ing. ARMANDO LA PICA
Dott. Ing. DARIO LA TORRE
Dott. Ing. GIOVANNI MARGIOTTA
Dott. Ing. GIORGIO UMILTA'
Ing. Iunior DARIO TOMASINI
domenica 17 maggio 2009
sabato 16 maggio 2009
ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE DELL’ORDINE
dal sito dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo:
Il docente universitario Prof. Ing. Antonio Barcellona, già Segretario dell’Ordine, è stato eletto Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo. Succede all’Ing. A.M. Calì, sfiduciato dal Consiglio il 6 Dicembre 2008 e dimessosi – contestualmente ai consiglieri Laura La Rocca, Antonio Di Sazio e Andrea Rosario Valenti - il 30 Aprile 2009 a seguito del parere del Ministero della Giustizia, prima della revoca del mandato già all’ordine del giorno del Consiglio. Come Segretario gli subentra l’Ing. Massimo Aiello. L’ing. Maria Provvidenza Proietto è stata eletta Vicepresidente e l’Ing. Sergio Rappa è stato confermato nella carica di Tesoriere.
Il Consiglio dell’Ordine, determinato a portare avanti il programma di rinnovamento nel quale sono stati impegnati tutti i Consiglieri per assicurare sempre maggiore efficienza e migliore qualità dei servizi agli iscritti, ha provveduto alla surroga dei consiglieri dimissionari. Sono subentrati gli Ingg. Renzo Botindari, Antonino D’Amico e Dario La Torre nonché il docente universitario Ing. Prof. Armando La Pica.
http://www.vivereingegneria.com/blog/vivere-ingegneria/eletto-il-nuovo-presidente-dell’ordine
ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE DELL’ORDINE
Il docente universitario Prof. Ing. Antonio Barcellona, già Segretario dell’Ordine, è stato eletto Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo. Succede all’Ing. A.M. Calì, sfiduciato dal Consiglio il 6 Dicembre 2008 e dimessosi - contestualmente ai consiglieri Laura La Rocca, Antonio Di Sazio e Andrea Rosario Valenti - il 30 Aprile 2009 a seguito del parere del Ministero della Giustizia, prima della revoca del mandato già all’ordine del giorno del Consiglio. Come Segretario gli subentra l’Ing. Massimo Aiello. L’ing. Maria Provvidenza Proietto è stata eletta Vicepresidente e l’Ing. Sergio Rappa è stato confermato nella carica di Tesoriere.
Il Consiglio dell’Ordine, determinato a portare avanti il programma di rinnovamento nel quale sono stati impegnati tutti i Consiglieri per assicurare sempre maggiore efficienza e migliore qualità dei servizi agli iscritti, ha provveduto alla surroga dei consiglieri dimissionari. Sono subentrati gli Ingg. Renzo Botindari, Antonino D’Amico e Dario La Torre nonché il docente universitario Ing. Prof. Armando La Pica.