martedì 31 agosto 2010

Consiglio di Lunedì 31 Agosto

Bisogna anticipare il rientro e quindi si ritiene necessario iniziare l'ultimo giorno di agosto l'attività di questo secondo anni di mandato. La prossima settimana difatti ci sarò a Torino il Congresso Nazionale. Oltre l'ordinaria amministrazione si sono affrontate aspetti organizzativi e di indirizzo della partecipazione al rinnovo della Consulta Regionale e del Prossimo Congresso Nazionale. Il Presidente ha voluto relazionare sul contesto "politico professionale" nel quale si dovrà procedere al rinnovo delle cariche. Ufficializzata la delegazione per Torino, scoglierò il dubio sulla mia presenza soltanto domani.

lunedì 9 agosto 2010

Lo Autorizzeremo?

Oggi il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri mi ha comunicato che sara' ben lieto di poter presentare il mio libro al 55°Congresso nazionale degli ingegneri che si terra' a Torino il prossimo 8 e 9 settembre, a patto pero' che venga preventivamente autorizzato dall'Ordine di Palermo. Mi autorizzeranno?”  (Da Facebook – Profilo Ing. Alessandro Cali' – 6/8/2010)

Personalmente, non so di cosa tratta il libro del quale con grande maestria il nostro ex. Presidente sta creando una curiosa aspettativa tra i suoi conoscenti. La circostanza che ha chiesto di poterlo presentare al prossimo Congresso Nazionale degli Ingegneri, lascia intendere che le argomentazioni hanno a che vedere con la nostra professione. Reputo opportuno a mio parere che il Consiglio prenda in anteprima conoscenza dell’iniziativa editoriale per potere valutare l’opportunità di supportarla. Appare inspiegabile che tale sollecito debba giungere dal Consiglio Nazionale e non dal Consiglio di Palermo attraverso il Presidente Salvo Barone.

Sbattere al Muro …. e se si rompesse il muro?

Mi rendo conto che non guardare oltre al proprio naso, può essere attribuito agli occhiali che ci hanno regalato. Togliamoli e ci accorgeremo di fare meno danno e che non avremo nessuno da sbattere al muro per discorsi che ci turbano soltanto perchè richiedono “collegialità” e “dialogo”………

giovedì 5 agosto 2010

Tentativo di modifica delle professioni regolamentate

Dopo il tentativo del DDL Siliquini, e' stato riproposto alla Camera un disegno di legge che amplia unilateralmente le prerogatve professionali dei soli Geometri e Periti Edili.

Nonostante il difficile momento congiunturale dell'economia globale imporrebbe strategie comuni, in determinati settori produttivi, industriali e professionali, nel nostro paese, periodicamente, accadono avvenimenti che mostrano quanto gli interessi di parte vengano valutati prioritariamente rispetto all'equilibrio e l'equita' del sistema-paese.
Uno dei nodi considerati fondamentali da più parti, concernente la revisione delle competenze ed il riordino strutturale e legislativo delle attività professionali nel settore dell'ingegneria e dell'architettura, è decisamente relativo ad una radicale riforma degli ordinamenti professionali coinvolti, riforma da più parti richiesta ed invocata, al punto che già qualche mese fa il Ministro Alfano aveva, saggiamente, convocato i rappresentanti dei principali collegi ed ordini professionali a formare un tavolo unico di consultazione con il Governo, per affrontare in maniera chiara e con la partecipazione più ampia i vari aspetti ed interessi coinvolti.
Successivamente a questo incontro, avvenuto nel mese di Aprile u.s., vi è stata la presentazione di un disegno di legge dell'On. Siliquini sul riordino delle professioni intellettuali, che in maniera piuttosto sospetta proponeva misure che avrebbero portato ad un appiattimento delle varie figure professionali in gioco, in spregio della qualità e della specificità dei vari percorsi formativi, finendo per porre su uno stesso piano (un unico albo professionale) tecnici laureati e diplomati.
Nonostante le iniziali positive risultanze di intenti del primo incontro del tavolo tecnico comune voluto dal Ministro Alfano, sembra che alcune delle categorie professionali interessate stiano continuando a fare pressanti attività di lobbying per portare acqua al proprio mulino: è notizia di questi giorni che sarebbe pronto un  nuovo disegno di legge teso ad aumentare unilateralmente le prerogative professionali di Geometri e Periti Edili, in particolare aumentando le loro prerogative progettuali in zona sismica a costruzioni fino a 4500 mc, oltre che nuove  e maggiori possibilità in campo urbanistico e di progettazione impiantistica.
Questa ennesima iniziativa settaria ha automaticamente generato una reazione forte e determinata da parte dei Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri, che lo scorso 13 Luglio hanno emesso un comunicato stampa congiunto, pubblicato sui rispettivi portali istituzionali, di dura reprimenda all'iniziativa parlamentare menzionata, identificando in questo evento l'ennesimo tentativo di aggirare le innumerevoli sentenze della Corte di Cassazione in merito ai limiti di competenza professionale di queste categorie.
La reazione forte di Ingegneri ed Architetti, oltre a tutelare legittimi interessi di parte, è volta a garantire che ci sia uno stretto rapporto consequenziale tra i percorsi formativi universitari, gli unici in Europa riconosciuti abilitanti ad effettuare trasformazione del territorio a tutti gli effetti e a tutti i livelli, e le competenze esercitabili per legge sul territorio nazionale, per poter garantire la qualità del paesaggio e la sicurezza dell'abitare.

(Di arch. Silvio Indaco il 19/7/2010 dal sito http://www.lavorincasa.it/architetto/news.php?news_id=1706)

giovedì 29 luglio 2010

Professionisti Dipendenti Pubblici

Noi Ingegneri, in questa stagione prospettata di rigore, avremmo voluto scioperare o protestare, per “privilegi” prima acquisiti ed ora tolti, per conquiste fatte ed adesso perse, ma non avremo neanche questa soddisfazione. Non siamo medici, non siamo avvocati e quindi dovremo stare alla finestra a lamentarci tra di noi, mentre ci toglieranno l’ultima “conquista” vera che forse c’era rimasta, “La Dignità”! Nell’immaginario collettivo veniamo confusi con “le mezze maniche sucainchiostro” ed i “mazzettari”, ed invece, siamo gli artefici di opere ed i titolari di grandi responsabilità all’interno delle nostre amministrazioni. Chi è responsabile come noi sia nei confronti delle nostre amministrazioni che esternamente per la nostra responsabilità civile, non può esser considerato con gli stessi criteri dei dipendenti amministrativi, veri vertici e potere delle amministrazioni. Il ruolo unico è ormai l’unica via di uscita per regolarizzare una anomalia ormai insostenibile. Rimandiamo al mittente l’elemosina dell’art. 18 (L. 109/94 e s.m.i.) e tutti gli impedimenti per il riconoscimento della nostra professionalità. Prendiamo quanto di buono già viene consentito e riconosciuto ad i nostri colleghi ingegneri nel mondo della scuola e dell’università e prepariamo a proposte serie affinchè venga rispettato il nostro ruolo e le amministrazioni non si permettano con poche lire date ad un impiegato generico, di avere in cambio una prestazione doppia che preveda al suo interno un occultamento di una prestazione “professionale a tutti gli effetti”. LE LEGGI SBAGLIATE si cambiano! A maggior ragione se ciò deve avvenire in ambito locale a pochi chilometri da casa nostre. 

Consiglio, vuol dire anche consigliarsi!

Da qualche tempo in Italia ci si sta disabituando alla politica, almeno a quella intesa con la “P” che si chiama “politica” vera e propria. Si sono estremizzati concetti quali il potere di delega, facendo in modo che i parlamentari fossero nominati e non eletti attraverso una competizione tra soggetti ed infine si è sempre fatto ricorso al concetto di maggioranza. Così chi ha i numeri decide e va avanti da solo.

La collegialità delle decisioni, sembra esser diventata una perdita di tempo, mentre era stato sempre un modo per sopire qualunque tensione accontentando, ove possibile, anche le minoranze, ma soprattutto era una occasione per verificare la sostanza e la giustezza delle idee della maggioranza.

Ciò non indebolisce, una saggia maggioranza, ma la rafforza. La politica è una cosa importante, è una cosa seria. Esistono tanti modi di governare, e la storia purtroppo li ha provati tutti. Non bisogna confondere le idee ed i concetti.

Consiglio significa anche consigliarsi, giungere ad una proposta dopo averne parlato insieme, aldilà della migliore proposta. Se davanti ad una nostra idea tutti non ci manifestano il proprio consenso, o meglio evitano di partecipare ai lavori “Io”, nel ruolo mi porrei il problema! Non mi trincererei dietro a malumori o quant’altro, mi farei prima mille esami di coscienza e poi cercherei i difetti negli altri. Non porterei il lavoro fatto a difesa delle mie posizioni.

Avere strategie, avere il controllo a mio parere sarebbe la condizione ideale per poter “Governare”, che è una parola difficile e pesante. Le istituzioni non appartengono agli eletti, ma agli elettori. Uno statista incontra, ascolta, si consulta, smussa gli angoli, trova la “quadratura” di ogni vicenda, trova il modo di accontentare tutti se questo serve a “Governare” …….ma non offende!!!!!